945 tra deputati e senatori sono troppi, ridurne il numero alla metà permetterebbe di tagliare in misura consistente i costi del Parlamento rendendo allo stesso tempo più efficiente il procedimento camerale nel suo complesso.
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945 tra deputati e senatori sono troppi, ridurne il numero alla metà permetterebbe di tagliare in misura consistente i costi del Parlamento rendendo allo stesso tempo più efficiente il procedimento camerale nel suo complesso.
Commenti (16)
Visto che le province saranno eliminate cosa pensa se le province diventassero aree di seggio in camera dei deputati?
Cioè ogni provincia quindi elegge il proprio onorevole, e se proprio vogliamo "esagerare" ogni regione elegge tre onorevoli deputati, poi per l'estero si eleggerebbero massimo 10 onorevoli
Totale on. 110+20x3+10 = 110+60+10 = 180 onorevoli a suo avviso sarebbero sufficienti?
Per il senato la cosa si farebbe invece con le regioni cioè:
Ogni regione elegge 5 senatori, per l'estero massimo 5 senatori
(perché non bloccare la nomina di senatori a vita per 30 anni??)
Totale Senatori : 5X20+5=105 senatori a suo avviso sarebbero sufficienti?
Per quanto riguarda il consiglio dei ministri perchè non eleggerli a parte cioè ogni candidato premier presenta la sua squadra, se vince va a fare il primo ministro con la sua squadra altrimenti non entra neanche in parlamento... è così stupido?
Condivido ,sarebbe bene
Condivido la proposta di dimezzare i parlamentari, aggiungendo che tale ipotesi possa riguardare anche la consistente riduzione dei consiglieri e assessori delle varie giunte regionali italiane.
Grazie per questo utilissimo strumento che ci permette almeno di dialogaree rappresentare le istanze dei cittadini.
Complimenti.
bene tutto, aggiungerei che un onorevole non possa avere più di tre mandati
penso che potrebbero bastare anche 2 mandati ... in 10 anni si possono fare molte cose. Se ha la prospettiva di poterle fare in 15 o più, te la prendi comoda
Credo che la questione vada vista in un'ottica più ampia. Se davvero il cittadino eleggerà il proprio candidato e davvero potrà controllare il suo operato, allora non vedo motivo di limitare i mandati visto che sono un'espressione della volontà popolare, dall'altra parte è giusto che anche nuovi volti abbiano la possibilità di essere eletti.
Io eliminerei una delle due camere, ad esempio il Senato. In questo modo la riduzione delle spese sarebbe molto più elevata, l'iter dei procedimenti parlamentari molto più rapido. Poi che senso ha avere due camere che fanno sostanzialmente la stessa cosa?
Inoltre abbasserei l'età di voto per avere una più ampia rappresentanza politica.
La nascita di due camere con gli stessi poteri nasce nel quadro delle garanzie democratiche che i costituenti vollero inserire nella Carta per impedire errori da un lato e rigurgiti autoritari dall'altro. Non so se sia arrivato il momento di voltare pagina visto che capita sovente che facciano sciocchezze in una camera che poi devono essere corrette dall'altra. Penso, ad esempio, al blitz della Lega di qualche giorno fa sull'ampliamento della responsabilità civile dei giudici. Se non ci fosse stata un'altra camera sarebbe già legge con tutti i danni che provoca. Sulla deriva autoritaria preferisco che ci siano due camere piuttosto che una perché mi dà maggior affidamento della ternuta democratica. Altro discorso è ridurre il numero dei parlamentari.
Va bene allora facciamone 3, che anche la seconda può sbagliare. Ma che discorso è, una camera sbaglia quando non fa le cose che piacciono a te. E se il Senato modifica a sua volta questa legge chi dice che non sbaglia, tu?
Ricordo inoltre che il Senato è meno rappresentativo della camera essendo votato dagli under 25, ed avendo molti meno membri.
Se si vuole risparmiare sul serio più che ridurre il numero di parlamentari in ciascuna camera bisogna eliminare una delle due camere.
Nella maggior parte delle Nazioni vi è una sola camera, ed ove ve ne sono due, come ad esempio qui in Austria, le due camere hanno funzioni diverse. E non mi pare che la nostra politica funzioni meglio che negli altri paesi europei, anzi.
E se si dimezzano le due camere, una camera con 150 membri come fa a rappresentare 60 milioni di persone; secondo me per rappresentare 60 milioni di persone già 600 parlamentari sono pochi.
Ma io ne faccio un discorso storico. Se non capiamo perché ne fecero due uguali non abbiamo gli elementi per scegliere perché, effettivamente, l'idea di avere un bicameralismo perfetto sembra bislacca. E una camera non sbaglia solo quando fa cose che non piacciono a me. Spesso sbaglia tecnicamente proprio a scrivere una norma e l'altra fa in tempo a correggere. Dopodiché succede anche il contrario, che qualcuno faccia qualcosa che mi piace e l'altra camera la boccia. Qualche mese fa il Senato votò all'unanimità un emendamento a un decreto in cui si metteva un tetto a tutti gli stipendi dei manager, pubblici e privati. Poi la Camera non fu d'accordo e il Senato, sotto la richiesta del governo, votò il testo della Camera. Io credo che il vero problema sia che in linea di massima i parlamentari (con buone eccezioni) lavorano poco e male per quanto guadagnano e per i privilegi che hanno. A nessuno è mai venuto in mente di contestare quanto guadagnavano De Gasperi o Berlinguer perché allora la politica aveva un prestigio assai diverso.
So di andare contro corrente, ma personalmente sono contrario al taglio degli stipendi dei parlamentari.
Le ragioni sono molteplici, ma principalmente sulla responsabilità che un vero politico dovrebbe avere.
Vi invito a riflettere: l'ad di FIAT guadagna migliaia di euro, l'ad di una UNICREDIT di nuovo migliaia di euro e così posso andare avanti; ora un Presidente del Consiglio guadagna 25.000? euro al mese?
E qual è il vero professionista che accetterebbe un così misero riconoscimento? Ed ecco perchè di veri professionisti in parlamento non ne vediamo.
Personalmente la questione dei COSTI della politica li vedo in un'ottica diversa: troppo parlamentari, troppe auto blu, troppo spreco.
Una differenza sostanziale e fondamentale esiste: l'ad di FIAT, l'ad di una BANCA ect se sbagliano pagano, se non portano risultati vengono immediatamente licenziati; i politici invece no vegetano a vita come stanno facendo oggi per tutelarsi e votare il decretoammazzaitalia.
E' chiaro che oltre a dimezzare immediatamente il numero dei parlamentari è necessario poter scegliere il candidato che vogliamo eleggere, in maniera tale di poterlo non votare più se sbaglia.
Gentile Cesare, al differenza tra un AD di una azienda più o meno importante e un parlamentare è, che il primo è un lavoro e il secondo, non ha un obbligo di fare l'onorevole ma, una missione per il bene comune, una scelta che si mette a disposizione a rappresentare dei cittadini.di conseguenza non va inteso come un lavoro nel senso più stretto del termine
... invece che ridurre il numero, che dite di dimezzare gli stipendi, le prebende, le pensioni etc ...? Si manterrebbe una ampia rappresentatività e se ne abbatterebbe il costo.
come primo passo ridurre gli stipendi penso sia la miglior cosa. Sarebbe buono -20% dagli stipendi e taglio di 1/4 dei parlamentari.Mandare alla gogna e dimezzare o più di colpo sarebbe altamente utopico
Oltre che la riduzione del numero dei parlamentari ridurrei i "rimborsi" ai politici in ambito regionale, (consiglieri, assessori, ecc.) e abolirei le regioni a statuto speciale, le quali oggi sono uno stumento per poter fare i furbi e niente di piu'. Tutti questi tagli (reali) darebbero una bella scossa secondo me.
Le vostre idee sono tutte degne di nota e vanno tutte nella riduzione dei costi che, come sapete, è una battaglia mia e del mio partito. Le terrò presenti tutte per vedere poi quale concretamente si può realizzare (come sapete deve essere una maggioranza a votare i tagli, i voti della sola Idv non bastano)